Al corso di gender studies dell’Università della Calabria

Lezione di Gender Studies | Una social media manager all’Università

La pubblicazione del mio articolo “Social Media Manager in un mondo machista” ha avuto un seguito molto interessante.

Sono stata invitata dalla Professoressa Bruna Mancini a discuterne al suo corso in Gender Studies, dell’Università della Calabria.

E’ stato un incontro di autonarrazione. Un dibattito molto partecipato in cui, a partire dalla mia esperienza in ambito lavorativo, ho avuto modo di parlare del mio percorso di vita. Un percorso di riscatto sociale, professionale e sicuramente attraversato dal femminismo.

Un percorso profondamente segnato dal mio vissuto a Scampia, il mio quartiere natio a cui sono molto legata. 

Abbiamo parlato di intersezionalità, di Angela Davis, di assi di oppressione che vedono da un lato l’oppressore e dall’altro l’oppress@. Di lotta ad ogni tipo di discriminazione in ambito lavorativo, universitario ed in ogni ambito della nostra esistenza.

Ci siamo dette che essere femministe significa filtrare qualunque cosa della nostra quotidianità con delle lenti speciali. Delle lenti che ci consentono di scegliere da che parte stare. 

Abbiamo parlato anche di periferie ed urbanizzazione. Ed ancora delle ripercussioni della pandemia, di crisi economica e sanitaria. Di chi diceva che eravamo tutti e tutte sulla stessa barca. Lo abbiamo sentito molte volte in questo periodo di emergenza covid, ma abbiamo appurato che non è così.

Ci siamo dett@ che analizzare questa fase in chiave intersezionale significa rendersi conto che la quarantena, la pandemia, la crisi economica non è stata e non è della stessa intensità per tutt@.

E che ciò accade perché questo è un mondo che funziona per gerarchie e tra queste gerarchie c’è chi lotta e/o subisce, per un motivo o per un altro, delle forme di oppressione. 

Con le studentesse e gli studenti del corso ci siamo riconosciute nell’importanza di autodeterminarci nella nostra identità terrona.

Un’identità che è frutto di un percorso di lotta iniziato in un passato lontano. Ma che persiste oggi nei racconti delle stesse studentesse del corso. Mi hanno raccontato tante cose importanti che conservo preziosamente.

Abbiamo concluso con la consapevolezza che la strada per l’autodeterminazione è tortuosa ma vale la pena attraversarla perché porta alla liberazione.

Ho esortato loro a non spegnere mai il fuoco della rabbia che brucia lo stomaco, bensì di LIBERARLO.

Di non sopportare il peso, ma di respingerlo con tutta la forza possibile. Di non esitare a cercare sorelle con cui camminare e respingere quel peso perché la nostra esistenza ha un valore inestimabile. E per questo bisogna esserne consapevoli ed essere sempre fiere di noi stess@. 

Ringrazio Bruna Mancini per avermi invitata all’ultima lezione del 2020 del suo corso in Gender Studies. 

E’ stato un incontro umanamente molto arricchente.